La Rivoluzione di Frankie Hi Nrg
26 Febbraio 2008
Devo dire che a me Sanremo, quello fatto di canzoni e di gara, piace, non foss’altro perchè mi ricorda la mia infanzia….. oh, inteso, quando dico infanzia parlo della metà degli anni 80 non di mezzo secolo fa!!
Non sopporto invece il carrozzone di gossip, di polemiche, di parole tanto per parlare, di critici dell’ultim’ora e quant’altro, che si porta dietro. Ma da sempre è così e quindi accettiamo.
Ho letto il testo di qualche canzone (sì, letto; non so perchè ma molti quando cantano si mangiano le parole!) e devo dire che il testo di Rivoluzione di Frankie Hi Nrg – all’anagrafe Francesco Di Gesù – mi ha fatto davvero una buonissima impressione, anche alla luce del livello non proprio eccelso dei pezzi in gara (almeno quelli che ho sentito sin’ora). Direi quasi un testo con le palle, ma a questo Frankie ci aveva già abituati. Unico appunto che potrei fare riguarda invece quell’accennato velo di mestizia che si percepisce e che non è da lui, ma nel complesso resta un ottimo pezzo. Leggete e poi mi dite.
LA RIVOLUZIONE
In Italia c’è lavoro in qualche punto nero – capita:
ogni volo che finisce sotto a un telo irrita, noi che
qui pure Peppone sa il Vangelo e lo agita, un po’ si
esagita, dopo un po’ si sventola: senti un po’ che
caldo fa… Afa tutto l’anno – più brevemente
“affanno” – non sanno a quale conclusione non
Approderanno. Noi l’Italia siamo e non la stiam
Rappresentando: ciurma! Ai posti di comando!!
Mettiamo al bando i vertici politici con tutti i loro
Complici, amici degli amici di chi ha svuotato i
Conti: incassano tangenti celandosi le fonti e han
Cappucci e cornetti sulle fronti.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
Troppi furbetti nel nostro quartierino e tutti ci
intercettano con il telefonino, ci piazzano vallette
nude sopra allo zerbino e paparazzi sui terrazzi del
vicino: ragazzi che casino! Senza via di
scampo, chiusi dentro al plastico di quel villino ci è
venuto un crampo, siamo titolari confinati a bordo
campo, ci fan pagare l’acqua più salata dello
shampoo. Boh? Magari mi sbaglio, ma vedo tutti
quanti allo sbaraglio, meglio darci un taglio… Figli
mai usciti dal travaglio: qui da masticare non ci
resta che il bavaglio.
Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.
L’Italia, non lo sai, ha problemi araldici: i baroni
sono pochi e han troppi conti per dei medici. Poi
ha problemi etici, politici, geografici, geologici, ma
i peggio restan quelli genealogici… Visto che la
base del sistema è la clientela e siamo separati
da 6 gradi sì, ma di parentela, maglie di una
ragnatela a forma di stivale, tutti collegati in linea
collaterale come un’unica famiglia in un immenso
psicodramma: sta bravo che altrimenti piange
mamma. Cambio di programma: annulliamo la
rivolta. Abbiamo una famiglia e non dev’essere
coinvolta…
Non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in
Televisione… chi c’è andato che delusione! Era
chiuso anche il portone.
Veltroni e il suo piano ‘ambizioso e realistico’
26 Febbraio 2008
Leggo il programma di governo del Partito Democratico. A parte che non ci ho capito molto: ma questo potrebbe essere un problema mio e di scarsa capacità di comprensione. Comunque andiamo avanti.
Bla, bla, bla… …. …. Tante parole sugli obiettivi ma scarse spiegazioni su come raggiungerli.
Arrivo al punto 5 (ultimo ‘comma’) e m’incazzo!
Sì, m’incazzo perchè non se ne può più di parlare della TAV Lione-Torino-Trieste come la Madre delle infrastrutture, definita moderna e sostenibile. Ma sostenibile dove?? Andassero a leggersi tutte le analisi costi-benefici (non di parte) sulla realizzazione dell’opera: i benefici ragguagliati ad anno non sono sufficienti nemmeno a coprire i costi d’esercizio. Però Veltroni la mette nel suo programma.
M’incazzo perchè con le condizioni disastrose in cui versano le ferrovie italiane si pensa ancora alla TAV. Con tutte le risorse necessarie alla sua realizzazione si potrebbe ridare un po’ di dignità a convogli e linee ferroviarie ordinarie.
M’incazzo perchè con milioni di pendolari che ogni giorno non sanno se il treno che li porterà sul luogo di lavoro parte e, soprattutto, non sanno se arriverà, si pensa ancora alla TAV. Forse Veltroni dimentica che il PIL italiano è prodotto anche da questi lavoratori pendolari. Ma lui fa finta di niente. La TAV è troppo importante.
M’incazzo perchè la TAV non la vuole nessuno se non coloro che si arricchiranno con questo progetto: ossia i soliti noti che sguazzeranno tra i soldi apportati dalle varie commesse statali. I nostri soldi.




