Bimba Down: i genitori pensano a chirurgia estetica
11 Marzo 2008
La notizia arriva fresca fresca da Londra dove i genitori di una bimba di appena 2 anni, Ophelia, nata con la sindrome di Down, stanno pensando di sottoporla ad una serie di dolorosissime operazioni di chirurgia estetica per correggere le deformazioni che la sindrome comporta. Da stabilire se le operazioni verranno fatte subito o tra qualche anno.
Il padre, chirurgo estetico di una certa fama, e la madre, brillantemente rifatta, stanno considerando l’idea dell’operazione per rendere la vita più facile alla figlia soprattutto quando sarà più grande, evitando in questo modo che i giudizi delle altre persone si soffermino soltanto sui segni evidenti della malattia senza proseguire oltre.
Come è ovvio la notizia ha generato accesi dibattiti tra l’opinione pubblica d’oltremanica che in gran parte si sta scagliando contro la decisione della coppia. Io credo che in casi come questo sia sempre inopportuno esprimere giudizi lapidari e definitivi, soprattutto perchè spesso essere dall’altra parte rende tutto più semplice e scontato. Tuttavia, mi domando se la decisione che stanno per prendere i due genitori sia davvero dettata dal timore dei giudizi degli altri o invece sia frutto di un proprio pregiudizio.
Aboliamo l’8 marzo!
10 Marzo 2008
Questo è un mazzo di mimose che insieme al mio abbraccio voglio idealmente regalare a tutte le donne che avranno occasione di passare dal blog o di leggere questo post.
Contrariamente alla tradizione, ho scelto di fare gli auguri e di regalare le mimose il 10 marzo perchè ritengo l’ 8 marzo una festa di stampo decisamente maschilista che nuoce alla dignità ed ai diritti di tutte le donne e, pertanto, dovrebbe essere abolita. Attenzioni e palcoscenico che dedichiamo alle donne per un breve e fugace giorno all’anno non hanno valore se poi non ci adoperiamo per evitare che nei restanti 364 giorni tutto ritorni come prima.
Tutte queste rivendicazioni concentrate l’ 8 marzo con cortei, manifestazioni e dibattiti sulla violenza, sulle discriminazioni nei luoghi di lavoro e chi più ne ha più ne metta, servono solo per riempire spazi nei telegiornali e in trasmissioni televisive, sfiorando il grottesco ed il patetico e rasentando i limiti della banale commemorazione.
Tutti i giorni occorre parlare delle donne e dei loro grandi e piccoli problemi, rivendicandone i sacrosanti diritti. Tutti i giorni dobbiamo evitare che le donne costituiscano oggetto di violenza dentro e fuori le mura domestiche. Tutti i giorni dobbiamo impedire che le donne siano discriminate a vantaggio di uomini incapaci che hanno l’unico merito di essere nati con il pisello!
Solo quando la nostra società sarà matura per acquisire la consapevolezza di tutto ciò non ci sarà più bisogno dell’ 8 marzo per manifestare la stima, l’affetto e la gratitudine che tutte le nostre donne meritano!
Io preferisco Mina
8 Marzo 2008
Una volta c’era la grande Mina a cantare una canzone che durante il ritornello ripeteva: parole, parole, parole… oggi invece…
Diliberto candida operaio al suo posto
8 Marzo 2008
Non sono comunista ma questa volta un piccolo plauso lo devo fare all’On. Diliberto del Pdci che rinuncia a candidarsi nel suo collegio sicuro in Piemonte per lasciare spazio a Ciro Argentino, operaio della Thyssen Krupp, che altrimenti non sarebbe mai stato eletto, aggiungendo che la politica si può fare anche fuori dalle Istituzioni. Parole sante, aggiungo io, in quanto la vera essenza della politica dovrebbe essere quella!
Considerato che il candidato che prende il posto di Diliberto non è un operaio qualsiasi ma è dipendente dell’azienda in cui a dicembre morirono in un rogo 7 operai, dietro questa vicenda vedo comunque un intento promozionale. A suffragare questa mia impressione basta dare uno sguardo a come tutti i giornali abbiano prontamente dato risalto alla notizia qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui. Tuttavia, devo comunque ammettere che in questo clima di tensione e di attaccamento alle poltrone quello di Diliberto è sicuramente un gesto da encomiare.
Casini: 10 e lode!
7 Marzo 2008
Tutti gli italiani chiedono a gran voce un ricambio generazionale della classe politica italiana, anche sulla scia di Paesi come la Spagna di Zapatero (48 anni), che recentemente ci ha sorpassati anche nella speciale classifica del PIL pro-capite. O, ancora, come la Francia di Sarkozy (53 anni) o gli USA che candidano un giovane Obama di appena 47 anni alla guida del Paese più influente al mondo.
La speranza degli italiani, in questo caso, era di sbarazzarsi definitivamente dei politicanti di mestiere che ci hanno letteralmente messi con le pezze al culo, dopo che per oltre 50 anni hanno fatto i porci e comodi loro. E invece il bel Pier Ferdy cosa fà? Ma certo, candida un giovine di belle speranze, Giriago De Mida (all’anagrafe Ciriaco De Mita) di appena 80 anni, come capolista al Senato in Campania, dopo che il PD del signor MaAnche (al secolo Veltroni) lo aveva escluso dalle liste perchè ritenuto ancora troppo giovane per potersi candidare, e lui se l’era presa, e non poco.
Tutti gli italiani chiedono a gran voce che vengano sbattuti fuori dal Parlamento a calci nel culo inquisiti e condannati, per ripulirlo da tutti quei personaggi indegni di rappresentarci in Italia e all’estero. E secondo voi Pier Ferdy cosa fà? Ma è ovvio, ci regala una perla di uomo come candidato: il mafioso (…oh, scusate per la parolaccia!) Totò (sì, anche quell’altro si chiamava Totò…) Cuffaro.
Sì, bisogna proprio dirlo: quel buon uomo di Pier Ferdy ha proprio una grande considerazione per l’opinione degli italiani. Mi raccomando, ricordatevene quando sarete alle urne e contraccambiate cotanto affetto!
Recordmen del porno
7 Marzo 2008
Contratto con gli elettori
6 Marzo 2008
Vi posto una splendida iniziativa attivata dall’Associazione Protocollo C3 la cui mission dichiarata è quella di offrire agli elettori uno strumento per scegliere chi votare secondo la chiarezza e la verificabilità degli obiettivi inseriti nei programmi elettorali dai candidati alle elezioni amministrative, responsabilizzando questi ultimi al rispetto delle promesse pubblicizzate nei loro programmi elettorali.
Vi chiederete come? Mediante un contratto tra elettore e candidato, diverso dal mandato, il cui mancato rispetto è tutelabile nelle sedi giurisdizionali competenti. Questo contratto con gli elettori mette a disposizione del candidato alle elezioni amministrative uno strumento efficace per guadagnarsi, con trasparenza ed autonomia, la fiducia degli elettori, dimostrandogli di essere così serio, da accettare di rinunziare a tutta la propria futura carriera politica in caso di mancato rispetto delle promesse effettuate in campagna elettorale.
Penso che questa sia un’iniziativa molto utile per ridare il potere al cittadino elettore restituendogli la possibilità di scegliersi i propri amministratori e, nel caso in cui questi ultimi si dimostrassero inefficaci e/o inefficienti, rimuoverli dall’incarico. Proprio come si fa con i dipendenti in azienda.
Qui trovate un fac-simile del contratto e qui il volantino dell’Associazione. Seguono anche due video in cui gli ideatori dell’inziativa spiegano come nasce l’idea e come funziona il progetto.
Da questo blog tutto l’appoggio possibile a questa iniziativa che pone le basi per ridare il potere al cittadino elettore.
Mosè era un drogato
5 Marzo 2008
Non è possibile! Adesso anche quelle poche certezze che avevamo e che credevamo solide iniziano a vacillare.
Lo studio di Benny Shannon, un ricercatore israeliano, afferma che Mosè quando ricevette le Tavole dei Comandamenti era sotto l’effetto di droghe. Ma per immaginare le cose che tutti ormai conosciamo dopo anni e anni di catechismo e di frequentazioni (…più o meno intense) di ambienti cattolici, doveva essere proprio strafatto!
Premetto che sono medio-cattolico e non praticante, nel senso che credo in Dio ma non lo frequento molto, tuttavia penso che simili uscite siano più il frutto della ricerca del famoso quarto d’ora di popolarità che di veri e propri dati di fatto oggettivi. In una parola: stronzate.
Spettacolarizzazione ed emulazione
3 Marzo 2008
Daniele Martinelli nel suo Blog ha pubblicato questo articolo che mette in evidenza il trend crescente delle scomparse di minori denunciate in Italia dal 2005 ad oggi.
Ho apprezzato la sua denuncia di spettacolarizzazione di qualunque tragedia per esigenze di sponsor, soprattutto perchè viene da uno come lui che di mestiere fa proprio il giornalista e quindi parte di quella categoria che spesso contribuisce a questo. Del suo articolo mi è piaciuto soprattutto questo passaggio a cui probabilmente non ha dato il risalto che merita in quanto secondario rispetto all’obiettivo del suo post, ma che invece voglio riprendere io: “….alzando il volume della tv che ci sta propinando i maniacali dettagli di qualche tragedia che sarebbe meglio non raccontare per non indurre in emulazione.”
La spettacolarizzazione causata da esigenze di bilancio e di audience può essere tollerata quando si raccontano avvenimenti di cronaca leggera, di gossip, di politica, di sport e quant’altro. Quando oggetto del racconto sono invece fatti di cronaca nera le esigenze di sponsor dovrebbero essere in qualche modo messe da parte a tutela della sicurezza pubblica contro tentativi di emulazione, spesso compiuti da menti già instabili che trovano nell’emulazione di un gesto che ha ‘meritato’ le prime pagine dei giornali una via breve e ‘collaudata’ per balzare anche loro ai macabri onori della cronaca.
Credo che tutti noi abbiamo il sacrosanto diritto ad essere informati su tutto ciò che ci accade intorno, ma faccio fatica a capire l’utilità di spiegare per filo e per segno come determinati gesti criminali sono stati pianificati prima ed eseguiti poi, entrando nei minimi particolari e con tutta la documentazione a corredo.
Nella società dell’apparenza e della visibilità a tutti i costi, entrare nei minimi particolari delle notizie di cronaca nera può costituire il manuale dettagliato per scellerati gesti emulativi che mettono in serio pericolo il diritto alla sicurezza di ogni cittadino. Mi riferisco, solo per fare rapidi esempi di cui tutti conserviamo memoria, a casi come unabomber in cui non si sono risparmiati dettagli sul confezionamento degli ordigni utilizzati, oppure agli episodi in cui si spiegava come fosse possibile introdurre sostanze nocive nelle cassette di acqua in un supermercato dopo gli episodi di avvelenamento che hanno visto vittime alcuni ignari consumatori, o ancora come venivano pianificate nel dettaglio le incursioni dei criminali decerebrati che lanciavano sassi dal cavalcavia. Senza entrare nel merito dei veri e propri manuali per l’adescamento di minori allo scopo di compiere pratiche sessuali pedofile forniti senza alcun ritegno su reti televisive nazionali. Se riflettiamo bene, e tralasciando solo alcuni casi di psicosi collettiva, spesso alle notizie di questo tipo date con dovizia di particolari, seguono casi analoghi frutto di palese emulazione.
Non voglio certo dire che le colpe del reiterarsi di questo tipo di tragici avvenimenti sono solo della tv di disservizio o di giornalisti privi di scrupoli che forniscono particolari su cui sarebbe eticamente e moralmente meglio tacere. Sarebbe stupido e semplicistico. Tuttavia, è indubbio che fornire particolari gratuiti che nulla in più aggiungono ad una corretta, completa e soprattutto leale informazione contribuisce a scatenare istinti emulativi che potrebbero essere tranquillamente evitati, salvaguardando la salute e, in alcuni casi, la vita alle ignare vittime dell’emulazione stessa.




