veltroni.jpgberlusconi.jpegBerlusconi dice che Veltroni gli ha copiato il programma di governo.
Veltroni dice che Berlusconi gli ha copiato il programma di governo.

A questo punto l’Italia intera vuole giustizia! Vogliamo assolutamente sapere di chi è il plagio, così lo squalifichiamo dalla corsa a Palazzo Chigi, un po’ come è accaduto alla Bertè sul palco di Sanremo.

Purtroppo lo scoop sperato non ci sarà. Nessun plagio, nessuno che ha copiato nessuno. Allora ci chiediamo com’è possibile che i due contendenti si lancino accuse infamanti che ledono profondamente l’onore e la dignità di ognuno dei due? Loro la risposta la conoscono benissimo ma fanno finta di niente per sfruttare il polverone a fini propagandistici.

Allora provo a spiegarvela io. La questione è molto più semplice di come si possa pensare: i programmi elettorali sono scritti dopo le ricche consulenze pagate alle agenzie di ricerca che tastano il polso dell’opinione pubblica, fornendo alle forze politiche i punti di maggior interesse per gli elettori che, se sapientemente inseriti nei programmi, possono portare i maggiori consensi.
E’ proprio qui che scatta l’inghippo: i clienti sono due, il PD ed il PDL, le agenzie di ricerca pur non essendo sempre le stesse (… ma anche qui avrei i miei dubbi) sondano l’umore dell’elettorato che, con piccole sfumature tra un sondaggio e l’altro, dà sempre le stesse risposte che poi vengono vendute alle forze politiche.

Facendo il paragone tra politica e mercato (…ah, perchè non era già così?), i programmi elettorali rappresentano i prodotti che le forze politiche (fornitori) devono vendere agli elettori (clienti). Ciascuna forza politica per vendere di più dell’altra ed ottenere una maggiore quota di mercato (più seggi in Parlamento) deve vendere prodotti che siano il piu allineati possibile ai desiderata di chi poi li acquisterà (l’elettore con il suo voto). Ma le necessità e le richieste dell’elettore sono le stesse e quindi anche i programmi, scritti sulla base delle ricerche sugli elettori, sono gli stessi. Se poi ci aggiungiamo che i programmi di governo vengono scritti nel modo più generale e generalistico possibile, la perfetta sovrapponibilità è garantita.

Quindi niente plagio, niente scoop, niente squalifiche. Peccato!

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Beata tranquillità

28 febbraio 2008

E’ giovedi (quasi) notte, sono a letto e navigo distratto nella blogosfera, la TV accesa, il mio dolce amore che mi dorme accanto, il mio bulldog che russa (…sembra una motosega) di fronte a me sul tappeto vicino al termosifone, domani l’ultima fatica prima del week-end.

Mi godo questi ultimi momenti di pace e tranquillità, necessari dopo una stressante giornata di lavoro e di impegni, prima di spegnere tutto, portare il cane nell’altra camera, dare il bacio della buona notte alla mia stella e finalmente concedermi alle braccia di morfeo.  

Buona notte!

Oggi la madre di Tore e Ciccio, i piccoli fratellini di Gravina di Puglia scomparsi a giugno del 2006, dovrà confermare che i due corpi ritrovati nella cisterna a pochi passi da casa sono realmente i suoi due figli.

Non voglio assolutamente entrare nel merito della vicenda già di per sè poco chiara e forse frettolosamente chiusa, ma vorrei solo prenderne spunto per soffermarmi sulle formalità richieste dalla legge per attestare ufficialmente l’identità dei corpi ritrovati. Chiedo se non esista altro modo per stabilire l’identità di un cadavere soprattutto nei casi in cui l’avanzato stato di decomposizione o l’orrore di corpi straziati da morti orribili rendono il rito del riconoscimento ufficiale un ulteriore macigno per chi è già abbondantemente provato dalla dolorosa perdita di una persona cara. Spesso quelle ultime immagini restano indelebili, diventando una tortura aggiuntiva in quanto rivelatrici della tremenda sofferenza e dell’orrore che hanno accompagnato gli ultimi istanti di vita.

Indagini genetiche ed antropologichetest ossei, verifiche di compatibilità, ecc., suppongo che possano confermare al 100% l’identità di un cadavere, e se sto dicendo una cazzata vi prego di smentirmi. Quindi, perchè sottoporre a questo strazio le famiglie, soprattutto in casi di morti violente o che hanno lasciato segni inequivocabili di sofferenza sui corpi?

Frankie HI NRGDevo dire che a me Sanremo, quello fatto di canzoni e di gara, piace, non foss’altro perchè mi ricorda la mia infanzia….. oh, inteso, quando dico infanzia parlo della metà degli anni 80 non di mezzo secolo fa!!

Non sopporto invece il carrozzone di gossip, di polemiche, di parole tanto per parlare, di critici dell’ultim’ora e quant’altro, che si porta dietro. Ma da sempre è così e quindi accettiamo.

Ho letto il testo di qualche canzone (sì, letto; non so perchè ma molti quando cantano si mangiano le parole!) e devo dire che il testo di Rivoluzione di Frankie Hi Nrg – all’anagrafe Francesco Di Gesù – mi ha fatto davvero una buonissima impressione, anche alla luce del livello non proprio eccelso dei pezzi in gara (almeno quelli che ho sentito sin’ora). Direi quasi un testo con le palle, ma a questo Frankie ci aveva già abituati. Unico appunto che potrei fare riguarda invece quell’accennato velo di mestizia che si percepisce e che non è da lui, ma nel complesso resta un ottimo pezzo. Leggete e poi mi dite. 

LA RIVOLUZIONE 

In Italia c’è lavoro in qualche punto nero – capita:
ogni volo che finisce sotto a un telo irrita, noi che
qui pure Peppone sa il Vangelo e lo agita, un po’ si
esagita, dopo un po’ si sventola: senti un po’ che
caldo fa… Afa tutto l’anno – più brevemente
“affanno” – non sanno a quale conclusione non
Approderanno.
Noi l’Italia siamo e non la stiam
Rappresentando: ciurma! Ai posti di comando!!
Mettiamo al bando i vertici politici con tutti i loro
Complici, amici degli amici di chi ha svuotato i
Conti: incassano tangenti celandosi le fonti e han
Cappucci e cornetti sulle fronti.

Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.

Troppi furbetti nel nostro quartierino e tutti ci
intercettano con il telefonino, ci piazzano vallette
nude sopra allo zerbino e paparazzi sui terrazzi del
vicino: ragazzi che casino! Senza via di
scampo, chiusi dentro al plastico di quel villino ci è
venuto un crampo, siamo titolari confinati a bordo
campo, ci fan pagare l’acqua più salata dello
shampoo. Boh? Magari mi sbaglio, ma vedo tutti
quanti allo sbaraglio, meglio darci un taglio… Figli
mai usciti dal travaglio: qui da masticare non ci
resta che il bavaglio.

Qui si fa la rivoluzione senza alcuna distinzione,
sesso, razza o religione: tutti pronti per l’azione.

L’Italia, non lo sai, ha problemi araldici: i baroni
sono pochi e han troppi conti per dei medici. Poi
ha problemi etici, politici, geografici, geologici, ma
i peggio restan quelli genealogici… Visto che la
base del sistema è la clientela e siamo separati
da 6 gradi sì, ma di parentela, maglie di una
ragnatela a forma di stivale, tutti collegati in linea
collaterale come un’unica famiglia in un immenso
psicodramma: sta bravo che altrimenti piange
mamma. Cambio di programma: annulliamo la
rivolta. Abbiamo una famiglia e non dev’essere
coinvolta…

Non si fa la rivoluzione, l’hanno detto in
Televisione… chi c’è andato che delusione! Era
chiuso anche il portone.

Leggo il programma di governo del Partito Democratico. A parte che non ci ho capito molto: ma questo potrebbe essere un problema mio e di scarsa capacità di comprensione. Comunque andiamo avanti.

Bla, bla, bla… …. …. Tante parole sugli obiettivi ma scarse spiegazioni su come raggiungerli.

Arrivo al punto 5 (ultimo ‘comma’) e m’incazzo!

Sì, m’incazzo perchè non se ne può più di parlare della TAV Lione-Torino-Trieste come la Madre delle infrastrutture, definita moderna e sostenibile. Ma sostenibile dove?? Andassero a leggersi tutte le analisi costi-benefici (non di parte) sulla realizzazione dell’opera: i benefici ragguagliati ad anno non sono sufficienti nemmeno a coprire i costi d’esercizio. Però Veltroni la mette nel suo programma.

M’incazzo perchè con le condizioni disastrose in cui versano le ferrovie italiane si pensa ancora alla TAV. Con tutte le risorse necessarie alla sua realizzazione si potrebbe ridare un po’ di dignità a convogli e linee ferroviarie ordinarie.

M’incazzo perchè con milioni di pendolari che ogni giorno non sanno se il treno che li porterà sul luogo di lavoro parte e, soprattutto, non sanno se arriverà, si pensa ancora alla TAV. Forse Veltroni dimentica che il PIL italiano è prodotto anche da questi lavoratori pendolari. Ma lui fa finta di niente. La TAV è troppo importante.

M’incazzo perchè la TAV non la vuole nessuno se non coloro che si arricchiranno con questo progetto: ossia i soliti noti che sguazzeranno tra i soldi apportati dalle varie commesse statali. I nostri soldi.

Inflazione al 2,9%. Sicuri?

25 febbraio 2008

Nell’ultima comunicazione Istat l’Istituto annuncia che il tasso di inflazione in Italia si è attestato al 2,9%. Pesano su questa misura in particolare il petrolio e gli alimentari che nell’ultimo anno hanno contribuito alla lievitazione dei prezzi al consumo. Il dato che però maggiormente preoccupa è che a fronte di una crescita dei prezzi per i beni a bassa frequenza di acquisto (che praticamente acquistiamo poche volte l’anno) che si attesta intorno al 2%, i prezzi dei beni ad alta frequenza di acquisto (quelli che praticamente acquistiamo ogni giorno o quasi come i generi di prima necessità), hanno registrato una crescita di quasi il 5% su base annua.

Questo dato non sorprende chi, come i lavoratori dipendenti o i pensionati, lamentano già da tempo una crescita dei prezzi molto più consistente di quella che i media vogliono farci credere per svariate ragioni, tra cui quelle di partito. E con la difficoltà a siglare i nuovi contratti collettivi delle diverse categorie di lavoratori, la situazione potrebbe acuirsi drammaticamente. Le spinte inflazionistiche, infatti, risentono molto della dinamica delle aspettative che ad oggi non sono proprio ottimistiche, facendo pensare ad un aumento selvaggio dei prezzi da qui ai prossimi mesi.

Qualcuno vorrebbe anche farci credere che la soluzione sia quella di liberalizzare alcuni mercati protetti, come se nessuno si fosse accorto che le liberalizzazioni fatte in passato come nel mercato della RCA auto hanno portato a ulteriori e più consistenti aumenti delle tariffe. Oppure, nei mercati con elevate barriere all’ingresso, hanno portato alla creazione di oligopoli che altro non sono che la base per il cartello sui prezzi (vedi petrolio ed energia in particolare).

Soluzioni serie a breve non credo che ce ne siano, semmai occorrerebbero riforme strutturali di lungo periodo, ma penso che un maggiore controllo sui prezzi al consumo sia in questo momento quanto mai auspicabile e una piccola limatina alle accise sui carburanti non potrebbe fare che bene. Difatti, sul prezzo alla pompa dei carburanti l’IVA e le accise pesano per più del 60%. Alcune accise furono introdotte per sostenere spese temporanee risalenti addirittura a quasi un secolo fa e mai più tolte: guerra di Abissinia del 1935, la crisi di Suez del 1956, il disastro del Vajont del 1966, l’alluvione di Firenze del 1966, i terremoti del Belice del 1968, del Friuli del 1976 e dell’Irpinia del 1980, nonché la missione in Libano del 1983 e quella in Bosnia del 1996.

 

4.000.000.000 di euro all’anno (8.000.000.000.000 miliardi delle vecchie lire) il costo dei politici italiani.

1.000.000.000 di euro all’anno (2.000.000.000.000 miliardi delle vecchie lire) il costo della sola Camera dei Deputati.

150.000 politici eletti.

150.000 auto blu.

450.000 consulenti dei politici eletti. 

2.158 dipendenti al Quirinale (alla Casa Bianca sono solo 400).

945 parlamentari (negli Stati Uniti sono solo 540).

Il politico è ormai il mestiere più ambito. Se 20 anni fa chiedevamo ad un bambino cosa voleva fare da grande, la risposte erano il vigile del fuoco o il poliziotto (mestieri veri e di grossa responsabilità) e in qualche caso l’astronauta. Se facciamo la stessa domanda ad un bambino di oggi lui risponde: il politico o il calciatore o la velina (se femminuccia 🙂 ). Sì, perchè il politico, come il calciatore e le veline, oggi è parte integrante della grande giostra che è il mondo dello spettacolo: soldi, divertimento, viaggi e belle donne e a chi non piace tutto ciò? Della vera essenza del politico si è ormai persa la memoria. Il politico dovrebbe essere chi destina parte (e dico parte e non tutto) del suo tempo a cercare di far migliorare il proprio Paese e i propri concittadini. Oggi il politico è diventato una professione, un mestiere, una fonte di reddito cospicua per godersi le gioie della vita.

Probabilmente risparmiando sui costi della politica non si risolverebbero moltissimi problemi, ma sicuramente sarebbe un segnale verso quel 15% della popolazione italiana che vive alle soglie della povertà, mentre i nostri soldi, quelli frutto di lavoro duro e di sacrifici quotidiani, vanno a finanziare gli stravizi della politica.