Dopo aver appreso la notizia della scarcerazione di un indagato per associazione mafiosa perchè obeso, uno strano presentimento mi assale: non è che tra un po’ assisteremo ad una crescita esponenziale della popolazione obesa in Italia?

Annunci

Basta leggere le motivazioni che hanno spinto Berlusconi a candidare Ciarrapico nelle liste del Pdl per capire in che razza di Paese viviamo. L’Italia, il Belpaese, la culla della cultura mondiale se la sono mangiata e continuano a mangiarsela come piranha affamati finchè non vedranno l’osso. E non ci vorrà molto altro ancora.

Se in un clima come quello odierno dove l’umana sopportazione dei cittadini italici è ormai al colmo della misura, dove si parla ormai di Casta per riferisi alla classe politica, dove da più parti si implora affinchè i personaggi che vanno in Parlamento siano davvero rappresentanti degli interessi dei cittadini, dove si chiede che gli interessi dei singoli vengano messi da parte a vantaggio della comunità, il candidato premier del Pdl giustifica la candidatura di Ciarrapico così innocentemente, come se avesse detto la cosa più normale del mondo affermando che “…Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo…”, è sintomo evidente che del Popolo italiano (quello con la P maiuscola e non quello che impropriamente il leader del centrodestra utilizza indegnamente come nome del suo partito) non interessa un cazzo a nessuno.

Cittadini italiani, la misura è davvero colma. Nessuno schieramento politico ha come obiettivo quello di tutelarci. Nessuno ha a cuore le nostre richieste. Uno schieramento vale l’altro. Se l’Italia non se la finisce di mangiare uno ci pensa l’altro. Se una volta bastava non andare a votare oppure votare scheda bianca per richiamare l’attenzione, oggi non è più sufficiente. Occorre un gesto simbolico di maggiore incisività che faccia parlare e che abbia risonanza anche all’estero. Un gesto che testimoni il malcontento di un Popolo e di un Paese a cui hanno segato le gambe per evitare di rialzarsi e combattere.

Io propongo, e se siete d’accordo con me divulgate l’iniziativa sui vostri blog, di annullare la scheda elettorale fuori dalla cabina con una grande X, alla presenza del Presidente di seggio e degli scrutatori. In questa maniera il Presidente è obbligato a redigere un verbale per ogni scheda annullata in sua presenza fuori dalla cabina elettorale e di indicarne la motivazione.

Anche solo un 10% di schede annullate in questa maniera avrebbe grosse ripercussioni e potrebbe portare, nell’ipotesi più ambiziosa, all’annullamento delle operazioni di voto.
E se anche così non fosse, l’iniziativa avrebbe una eco tale da far parlare dell’accaduto giornali e TV (anche quelli servi di regime!!), dando voce alla protesta ed al malcontento del Popolo contro casta e legge elettorale.

Alternative ormai non ce ne sono più, anche perchè ci hanno privato della libertà di sceglierci la persona cui affidare il nostro voto, arrogandosi il diritto di giocarselo all’interno delle sezioni di partito secondo logiche di clientelismo e di tornaconto personale.

Io farò così e spero che come me facciano anche tantissimi altri. Forza allora, iniziamo a farci sentire davvero. L’Italia è nostra: iniziamo a riprendercela! 

La notizia arriva fresca fresca da Londra dove i genitori di una bimba di appena 2 anni, Ophelia, nata con la sindrome di Down, stanno pensando di sottoporla ad una serie di dolorosissime operazioni di chirurgia estetica per correggere le deformazioni che la sindrome comporta. Da stabilire se le operazioni verranno fatte subito o tra qualche anno.

Il padre, chirurgo estetico di una certa fama, e la madre, brillantemente rifatta, stanno considerando l’idea dell’operazione per rendere la vita più facile alla figlia soprattutto quando sarà più grande, evitando in questo modo che i giudizi delle altre persone si soffermino soltanto sui segni evidenti della malattia senza proseguire oltre.

Come è ovvio la notizia ha generato accesi dibattiti tra l’opinione pubblica d’oltremanica che in gran parte si sta scagliando contro la decisione della coppia. Io credo che in casi come questo sia sempre inopportuno esprimere giudizi lapidari e definitivi, soprattutto perchè spesso essere dall’altra parte rende tutto più semplice e scontato. Tuttavia, mi domando se la decisione che stanno per prendere i due genitori sia davvero dettata dal timore dei giudizi degli altri o invece sia frutto di un proprio pregiudizio.

Aboliamo l’8 marzo!

10 marzo 2008

mimosa1.jpg 

Questo è un mazzo di mimose che insieme al mio abbraccio voglio idealmente regalare a tutte le donne che avranno occasione di passare dal blog o di leggere questo post.

Contrariamente alla tradizione, ho scelto di fare gli auguri e di regalare le mimose il 10 marzo perchè ritengo l’ 8 marzo una festa di stampo decisamente maschilista che nuoce alla dignità ed ai diritti di tutte le donne e, pertanto, dovrebbe essere abolita. Attenzioni e palcoscenico che dedichiamo alle donne per un breve e fugace giorno all’anno non hanno valore se poi non ci adoperiamo per evitare che nei restanti 364 giorni tutto ritorni come prima. 

Tutte queste rivendicazioni concentrate l’ 8 marzo con cortei, manifestazioni e dibattiti sulla violenza, sulle discriminazioni nei luoghi di lavoro e chi più ne ha più ne metta, servono solo per riempire spazi nei telegiornali e in trasmissioni televisive, sfiorando il grottesco ed il patetico e rasentando i limiti della banale commemorazione.

Tutti i giorni occorre parlare delle donne e dei loro grandi e piccoli problemi, rivendicandone i sacrosanti diritti. Tutti i giorni dobbiamo evitare che le donne costituiscano oggetto di violenza dentro e fuori le mura domestiche. Tutti i giorni dobbiamo impedire che le donne siano discriminate a vantaggio di uomini incapaci che hanno l’unico merito di essere nati con il pisello!

Solo quando la nostra società sarà matura per acquisire la consapevolezza di tutto ciò non ci sarà più bisogno dell’ 8 marzo per manifestare la stima, l’affetto e la gratitudine che tutte le nostre donne meritano

Io preferisco Mina

8 marzo 2008

Una volta c’era la grande Mina a cantare una canzone che durante il ritornello ripeteva: parole, parole, parole… oggi invece…

Non sono comunista ma questa volta un piccolo plauso lo devo fare all’On. Diliberto del Pdci che rinuncia a candidarsi nel suo collegio sicuro in Piemonte per lasciare spazio a Ciro Argentino, operaio della Thyssen Krupp, che altrimenti non sarebbe mai stato eletto, aggiungendo che la politica si può fare anche fuori dalle Istituzioni. Parole sante, aggiungo io, in quanto la vera essenza della politica dovrebbe essere quella!

Considerato che il candidato che prende il posto di Diliberto non è un operaio qualsiasi ma è dipendente dell’azienda in cui a dicembre morirono in un rogo 7 operai, dietro questa vicenda vedo comunque un intento promozionale. A suffragare questa mia impressione basta dare uno sguardo a come tutti i giornali abbiano prontamente dato risalto alla notizia qui, quiqui, qui, qui, qui e qui. Tuttavia, devo comunque ammettere che in questo clima di tensione e di attaccamento alle poltrone quello di Diliberto è sicuramente un gesto da encomiare.

Casini: 10 e lode!

7 marzo 2008

cuffaro.jpeg demita.jpeg casini.jpg

Tutti gli italiani chiedono a gran voce un ricambio generazionale della classe politica italiana, anche sulla scia di Paesi come la Spagna di Zapatero (48 anni), che recentemente ci ha sorpassati anche nella speciale classifica del PIL pro-capite. O, ancora, come la Francia di Sarkozy (53 anni) o gli USA che candidano un giovane Obama di appena 47 anni alla guida del Paese più influente al mondo. 

La speranza degli italiani, in questo caso, era di sbarazzarsi definitivamente dei politicanti di mestiere che ci hanno letteralmente messi con le pezze al culo, dopo che per oltre 50 anni hanno fatto i porci e comodi loro. E invece il bel Pier Ferdy cosa fà? Ma certo, candida un giovine di belle speranze, Giriago De Mida  (all’anagrafe Ciriaco De Mita) di appena 80 anni, come capolista al Senato in Campania, dopo che il PD del signor MaAnche (al secolo Veltroni) lo aveva escluso dalle liste perchè ritenuto ancora troppo giovane per potersi candidare, e lui se l’era presa, e non poco.

Tutti gli italiani chiedono a gran voce che vengano sbattuti fuori dal Parlamento a calci nel culo inquisiti e condannati, per ripulirlo da tutti quei personaggi indegni di rappresentarci in Italia e all’estero. E secondo voi Pier Ferdy cosa fà? Ma è ovvio, ci regala una perla di uomo come candidato: il mafioso (…oh, scusate per la parolaccia!) Totò (sì, anche quell’altro si chiamava Totò…) Cuffaro.

Sì, bisogna proprio dirlo: quel buon uomo di Pier Ferdy ha proprio una grande considerazione per l’opinione degli italiani. Mi raccomando, ricordatevene quando sarete alle urne e contraccambiate cotanto affetto!