Sono tornato

16 giugno 2008

Dopo più di 3 mesi dall’ultimo post ho deciso di nuovo di scrivere sul blog.
Innanzitutto voglio pubblicamente ringraziare coloro che, vista la mia prolungata assenza, mi hanno contattato per accertarsi che non fossi morto e per manifestarmi il loro piacere nel leggere i miei post.
In realtà non è successo nulla. Non sono morto, non sono stato arrestato, non ho vinto al super-enalotto e non sono diventato latitante. Niente di niente. E’ solo che, come spesso accade, tra impegni e cazzate varie non ho avuto tempo (e forse neanche voglia) di scrivere sul blog.
Lo so, non si fa! Però così è e forse così sarà anche qualche altra volta in futuro, perciò non spaventatevi se il blog rimarrà muto per un po’ di tempo (…lo facessero tante altre persone ogni tanto sarebbe moooolto meglio!!!).
Nel frattempo sono stato in Messico a visitare la splendida penisola dello Yucatan e le rovine della  civiltà Maya, secondo me una tra le più interessanti di tutti i tempi. Presto vi posterò anche qualche foto di quella che è entrata di diritto a far parte delle meraviglie del mondo: la piramide Maya di Chictén Itzà.
Nel frattempo ho scelto anche quella che sarà la mia nuova casa (e spero che riesca a risolvere gli ultimi dettagli prima dell’acquisto).
Infine, proprio ieri, ho avuto la grande soddisfazione di sapere che l’anno prossimo in serie A ci sarà anche la squadra della mia città natale (che purtroppo ho abbandonato da un po’ di anni per lavoro ma nella quale torno appena gli impegni me lo permettono): la mia splendida, meravigliosa, impareggiabile, insostituibile Lecce.
Ben ritrovati quindi!

Dopo aver appreso la notizia della scarcerazione di un indagato per associazione mafiosa perchè obeso, uno strano presentimento mi assale: non è che tra un po’ assisteremo ad una crescita esponenziale della popolazione obesa in Italia?

Basta leggere le motivazioni che hanno spinto Berlusconi a candidare Ciarrapico nelle liste del Pdl per capire in che razza di Paese viviamo. L’Italia, il Belpaese, la culla della cultura mondiale se la sono mangiata e continuano a mangiarsela come piranha affamati finchè non vedranno l’osso. E non ci vorrà molto altro ancora.

Se in un clima come quello odierno dove l’umana sopportazione dei cittadini italici è ormai al colmo della misura, dove si parla ormai di Casta per riferisi alla classe politica, dove da più parti si implora affinchè i personaggi che vanno in Parlamento siano davvero rappresentanti degli interessi dei cittadini, dove si chiede che gli interessi dei singoli vengano messi da parte a vantaggio della comunità, il candidato premier del Pdl giustifica la candidatura di Ciarrapico così innocentemente, come se avesse detto la cosa più normale del mondo affermando che “…Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo…”, è sintomo evidente che del Popolo italiano (quello con la P maiuscola e non quello che impropriamente il leader del centrodestra utilizza indegnamente come nome del suo partito) non interessa un cazzo a nessuno.

Cittadini italiani, la misura è davvero colma. Nessuno schieramento politico ha come obiettivo quello di tutelarci. Nessuno ha a cuore le nostre richieste. Uno schieramento vale l’altro. Se l’Italia non se la finisce di mangiare uno ci pensa l’altro. Se una volta bastava non andare a votare oppure votare scheda bianca per richiamare l’attenzione, oggi non è più sufficiente. Occorre un gesto simbolico di maggiore incisività che faccia parlare e che abbia risonanza anche all’estero. Un gesto che testimoni il malcontento di un Popolo e di un Paese a cui hanno segato le gambe per evitare di rialzarsi e combattere.

Io propongo, e se siete d’accordo con me divulgate l’iniziativa sui vostri blog, di annullare la scheda elettorale fuori dalla cabina con una grande X, alla presenza del Presidente di seggio e degli scrutatori. In questa maniera il Presidente è obbligato a redigere un verbale per ogni scheda annullata in sua presenza fuori dalla cabina elettorale e di indicarne la motivazione.

Anche solo un 10% di schede annullate in questa maniera avrebbe grosse ripercussioni e potrebbe portare, nell’ipotesi più ambiziosa, all’annullamento delle operazioni di voto.
E se anche così non fosse, l’iniziativa avrebbe una eco tale da far parlare dell’accaduto giornali e TV (anche quelli servi di regime!!), dando voce alla protesta ed al malcontento del Popolo contro casta e legge elettorale.

Alternative ormai non ce ne sono più, anche perchè ci hanno privato della libertà di sceglierci la persona cui affidare il nostro voto, arrogandosi il diritto di giocarselo all’interno delle sezioni di partito secondo logiche di clientelismo e di tornaconto personale.

Io farò così e spero che come me facciano anche tantissimi altri. Forza allora, iniziamo a farci sentire davvero. L’Italia è nostra: iniziamo a riprendercela! 

La notizia arriva fresca fresca da Londra dove i genitori di una bimba di appena 2 anni, Ophelia, nata con la sindrome di Down, stanno pensando di sottoporla ad una serie di dolorosissime operazioni di chirurgia estetica per correggere le deformazioni che la sindrome comporta. Da stabilire se le operazioni verranno fatte subito o tra qualche anno.

Il padre, chirurgo estetico di una certa fama, e la madre, brillantemente rifatta, stanno considerando l’idea dell’operazione per rendere la vita più facile alla figlia soprattutto quando sarà più grande, evitando in questo modo che i giudizi delle altre persone si soffermino soltanto sui segni evidenti della malattia senza proseguire oltre.

Come è ovvio la notizia ha generato accesi dibattiti tra l’opinione pubblica d’oltremanica che in gran parte si sta scagliando contro la decisione della coppia. Io credo che in casi come questo sia sempre inopportuno esprimere giudizi lapidari e definitivi, soprattutto perchè spesso essere dall’altra parte rende tutto più semplice e scontato. Tuttavia, mi domando se la decisione che stanno per prendere i due genitori sia davvero dettata dal timore dei giudizi degli altri o invece sia frutto di un proprio pregiudizio.

Aboliamo l’8 marzo!

10 marzo 2008

mimosa1.jpg 

Questo è un mazzo di mimose che insieme al mio abbraccio voglio idealmente regalare a tutte le donne che avranno occasione di passare dal blog o di leggere questo post.

Contrariamente alla tradizione, ho scelto di fare gli auguri e di regalare le mimose il 10 marzo perchè ritengo l’ 8 marzo una festa di stampo decisamente maschilista che nuoce alla dignità ed ai diritti di tutte le donne e, pertanto, dovrebbe essere abolita. Attenzioni e palcoscenico che dedichiamo alle donne per un breve e fugace giorno all’anno non hanno valore se poi non ci adoperiamo per evitare che nei restanti 364 giorni tutto ritorni come prima. 

Tutte queste rivendicazioni concentrate l’ 8 marzo con cortei, manifestazioni e dibattiti sulla violenza, sulle discriminazioni nei luoghi di lavoro e chi più ne ha più ne metta, servono solo per riempire spazi nei telegiornali e in trasmissioni televisive, sfiorando il grottesco ed il patetico e rasentando i limiti della banale commemorazione.

Tutti i giorni occorre parlare delle donne e dei loro grandi e piccoli problemi, rivendicandone i sacrosanti diritti. Tutti i giorni dobbiamo evitare che le donne costituiscano oggetto di violenza dentro e fuori le mura domestiche. Tutti i giorni dobbiamo impedire che le donne siano discriminate a vantaggio di uomini incapaci che hanno l’unico merito di essere nati con il pisello!

Solo quando la nostra società sarà matura per acquisire la consapevolezza di tutto ciò non ci sarà più bisogno dell’ 8 marzo per manifestare la stima, l’affetto e la gratitudine che tutte le nostre donne meritano

Io preferisco Mina

8 marzo 2008

Una volta c’era la grande Mina a cantare una canzone che durante il ritornello ripeteva: parole, parole, parole… oggi invece…

Non sono comunista ma questa volta un piccolo plauso lo devo fare all’On. Diliberto del Pdci che rinuncia a candidarsi nel suo collegio sicuro in Piemonte per lasciare spazio a Ciro Argentino, operaio della Thyssen Krupp, che altrimenti non sarebbe mai stato eletto, aggiungendo che la politica si può fare anche fuori dalle Istituzioni. Parole sante, aggiungo io, in quanto la vera essenza della politica dovrebbe essere quella!

Considerato che il candidato che prende il posto di Diliberto non è un operaio qualsiasi ma è dipendente dell’azienda in cui a dicembre morirono in un rogo 7 operai, dietro questa vicenda vedo comunque un intento promozionale. A suffragare questa mia impressione basta dare uno sguardo a come tutti i giornali abbiano prontamente dato risalto alla notizia qui, quiqui, qui, qui, qui e qui. Tuttavia, devo comunque ammettere che in questo clima di tensione e di attaccamento alle poltrone quello di Diliberto è sicuramente un gesto da encomiare.