Ebbene sì, anche l’ultima speranza di evitare che le ‘alte’ cariche dello Stato possano d’ora in poi gestire meglio i propri affari personali in nome del Popolo italiano è tramontata.

Sul colle, a dirla come Beppe Grillo, si sonnecchia e non ci si accorge che quella dei politici si sta inesorabilmente trasformando in oligarchia e prestissimo (se nessuno se ne accorgerà in tempo) diverà vera e propria dittatura.

Napolitano parla di atto dovuto, di pronucie precedenti della Consulta che in un certo senso lo obbligano a firmare il decreto, ma non si accorge che in Italia l’immunità non avrebbe i benefici che potrebbe avere in altri stati con ben altra tradizione e soprattutto con ben altri ‘costumi’! Non si rende conto che firmando questo decreto delude il 90% del popolo italiano che nel Presidente della Repubblica vede un baluardo contro il sovvertimento dei fondamenti costituzionali della Repubblica e uno scudo contro tentativi di abuso di potere.

Tolti Pertini e Ciampi, i Presidenti della Repubblica degli ultimi 30 anni non hanno mai attirato le mie simpatie e la mia stima, ma credo che con l’attuale Napolitano abbiamo davvero toccato il fondo. Senza offesa Presidente!

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Ancora petrolio

3 luglio 2008

Ieri ho avuto un piacevole quanto interessante scambio di battute con un lettore del blog in questo post, dove si parla delle possibili cause dei prezzi del barile registrati negli ultimi mesi.

Ora, leggendo queste dichiarazioni del ministro del Petrolio iraniano e del segretario generale dell’OPEC, mi rendo conto di come questi personaggi stiano sfruttando la situazione che si è creata intorno al greggio per generare ulteriori e immensi guadagni per i Paesi del sud-est asiatico. Questi ulteriori proventi serviranno a finanziare la riconversione della loro economia, attualmente basata sulla produzione e vendita di greggio, proprio quando le riserve di petrolio dei loro giacimenti saranno prosciugate. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che Paesi come l’Iran (4° produttore mondiale di greggio) stia tanto battendo il tasto del nucleare facendoci credere che sia per scopi militari (aumentando così le pressioni sul prezzo del greggio e introitare maggiori guadagni) quando tali investimenti sono prevalentemente di carattere industriale e probabilmente indirizzati alla riconversione dell’economia Iraniana verso la produzione di energie non derivanti dal petrolio ma dal nucleare.

Gli altri Paesi hanno quindi tutto l’interesse a dichiarare di non poter sopperire ad una mancata produzione di petrolio da parte dell’Iran, con conseguenze facilmente immaginabili sul livello dei prezzi e sui guadagni di questi personaggi.

Sono un credente, nel senso che credo che ci sia qualcosa o qualcuno che ci aspetta dopo che avremo salutato per l’ultima volta la vita terrena. Che si chiami Dio, Allah, Buddha o altro proprio non lo so e forse non riveste neanche tanta importanza.

Non credo invece nella Chiesa, intesa non come casa di Gesù ma come istituzione e partito politico, capace di influenzare le decisioni non solo religiose ma soprattutto politiche ed economiche. Non credo nella Chiesa intesa come combriccola di esseri umani che si arrogano il diritto di giudicare la morale e le scelte individuali di altri esseri umani benché legittime per l’ordinamento giuridico, puntando il dito contro e proferendo sentenze. Non credo nella Chiesa che abusa della coscienza popolare e della ‘parola di Dio’ per alimentare il proprio potere ed il proprio tornaconto. Non credo nella Chiesa fatta di predicanti della retta via ma col culo degli altri. Non credo nella Chiesa terrena, insomma.

E ad alimentare questa mia avversione nei confronti di questan Chiesa contribuiscono anche parole come quelle pronunciate di recente da Papa Benedetto XVI che in un videomessaggio indirizzato al Congresso eucaristico mondiale nel Quebec tuona: ”Solo i puri, coloro che non sono macchiati dal peccato possono ricevere l’ostia consacrata”.

Sottolineando il fatto che l’eucarestia e tutti gli altri sacramenti altro non sono che rituali simili a quelli che i pagani compivano durante l’adorazione degli dei (ma non ditelo a Papa Ratzinger che non approverebbe questo ovvio paragone), non credo che un comune essere umano, anche se Papa, possa giudicare una scelta personale, peraltro pienamente legittima, puntando il dito contro un divorziato e proibendogli di ricevere la comunione. Io non sono divorziato e nemmeno sposato, anche se convivente ed immensamente appagato dall’amore quotidiano che dedico alla mia compagna e di quello che da lei ricevo, ma per questo peccatore a giudizio della Chiesa terrena e indegno di ricevere il sacramento eucaristico. Ma anche se fossi divorziato e risposato e in un particolare momento della mia esistenza di peccatore sentissi il bisogno di aggrapparmi alla fede cercando conforto nell’eucarestia, non avrei certo timori a presentarmi davanti a Dio e fare la comunione, alla faccia di quello che il Papa ne possa pensare. E non credo che Dio (quello misericordioso tanto decantato a parole e non a fatti dalla Chiesa) mi punirebbe o mi fulminerebbe allontanandomi dalla sua casa, la vera CHIESA.

Anzi dirò di più: pur non essendo un fanatico di Cristo e della religione, più di qualche volta mi è successo di rivolgermi alla fede ed all’eucarestia in particolare per superare periodi non proprio belli nei quali forse vedevo nella fede l’unico sostegno e l’unica via d’uscita. Attraverso il rito dell’eucarestia, veramente sentito in quei momenti, sono riuscito a venirne fuori con pace e serenità.

E quindi, a cosa dovrebbe provvedere Dio, o qualsiasi altra Entità suprema, se non a sorreggere il povero essere umano e donargli misericordia anche quando commette peccati? Ma questa interpretazione di Dio cozza con l’avidità di potere della Chiesa terrena. L’equazione è antica ma molto semplice: senza timore non esiste potere. Infatti, la Chiesa terrena ha la necessità di intimorire il cristiano, il fedele, l’essere umano per ottenerne la subordinazione e per questa via il potere e quindi l’arricchimento. E quale timore e paura più forte dell’inferno per plagiare il popolo ed ottenere la sua sottomissione?

Meditate gente, meditate!

In un contesto come quello che ha caratterizzato il mercato petrolifero negli ultimi mesi, con prezzi che hanno sfiorato ripetutamente i 140 dollari al barile, fa effetto la decisione del governo cinese di aumentare del 18% il prezzo dei carburanti.

A parte il fatto che per me il prezzo del petrolio nell’ultimo anno è legato a doppia mandata alle speculazioni fatte dai grandi investitori (finanziati dalle più importanti banche mondiali che hanno tutto l’interesse a spingere esperti del settore a lanciarsi in profezie da 200 e addirittura da 400 dollari al barile entro pochi mesi per lucrare sui finanziamenti concessi ai clienti/speculatori o direttamente sui futures), la decisione del governo cinese rappresenta un debole segnale di qualcosa che inizia a scricchiolare nell’economia asiatica.

Infatti, dopo che per tanto tempo i prezzi del comparto energetico cinese si sono mantenuti pressoché invariati a causa dei sussidi pubblici, adesso sembra che la situazione non sia più sostenibile e parte di questo peso viene scaricato su consumatori e imprese. Le conseguenze sono facilmente immaginabili e presagiscono un leggero rallentamento della domanda cinese sui mercati mondiali e principalmente in quello dell’energia, che fa sperare in un allentamento delle tensioni che caratterizzano attualmente il prezzo del barile (sempre speculatori permettendo!).

…se ce n’è di gente strana in giro!!! 🙂

 

Internet ci renderà tutti imbecilli e deconcentrati come sostiene questo articolo?
Forse sì o forse no. Come al solito tutto dipende dalla misura in cui il fenomeno caratterizza le nostre esistenze e la nostra quotidianità, ma soprattutto ai limiti che ciascuno di noi riesce ad imporre alla sua subdola pervasività.
Internet è la più devastante invenzione dai tempi della TV; ha cambiato il modo con cui ci rapportiamo all’informazione, alla cultura, allo svago e agli affetti. I benefici sono sotto gli occhi di tutti e mi sembra inutile elencarli. Ma ciò che più mi preoccupa sono soprattutto gli svantaggi che questo strumento porta con sé e di cui ho avuto modo di parlare qui e che se non correttamente contrastati non solo ci renderanno stupidi e deconcentrati ma sostituiranno i freddi schermi, mouse e tastiere al calore del contatto con un essere umano.    

Il Lecce in serie A!

17 giugno 2008

Purtroppo non ho potuto partecipare alla festa per il ritorno del Lecce in serie A perché ormai vivo lontano 1.000 Km dalla mia città, ma voglio comunque essere vicino a quei 35.000 che domenica sera erano al Via del Mare a spingere la squadra verso la sua settima promozione nella massima serie e agli altrettanti che dopo il fischio finale hanno gremito la mitica Piazza Sant’Oronzo e l’anfiteatro per festeggiare.
L’augurio è quello di restare in serie A il più a lungo possibile. Forza Lecce!